Gravidanza e partorire a Valencia

Partorire a Valencia

Partorire a Valencia, credo che sarà uno degli articoli più importanti di questo blog. Questo perchè noi siamo passati per questa esperienza (positiva) e crediamo di poter fornire i nostri suggerimenti e consigli ad altre famiglie che si troveranno nella nostra stessa situazione. Come ho raccontato nel mio precedente articolo sulla assistenza sanitaria a Valencia, ovviamente non c’è da pagare niente, rivolgendosi alla sanità pubblica.

Gravidanza a Valencia

A giugno 2017 mia moglie ha scoperto di essere incinta della nostra secondogenita. Avevamo già un bambino di 4 anni ed era arrivato il momento di dargli compagnia. Ci sono state alcune differenze di gestione, se così la possiamo definire, della gravidanza, tra l’Italia (e l’Emilia Romagna in particolare) e la Spagna (e la Comunidad Valenciana in particolare). Una prima differenza è stata che in Italia, quando ha scoperto di essere incinta del primogenito, utilizzando i test che si trovano al supermercato o in farmacia, il medico ha richiesto un’ecografia al ginecologo, cosa che qui non è avvenuta. Qui a Valencia danno già per scontato che il test sia valido. Quale sia l’approccio migliore non sta a me stabilirlo.

Dopo aver preso appuntamento con l’ostetrica, questa le ha fatto prendere appuntamento con il ginecologo per una prima ecografia. Altra differenza è che qui si incontra l’ostetrica ad intervalli regolari e questa fa le sue constatazioni senza necessità dell’assistenza di un ginecologo. Si va da ginecologo solo per le ecografie e in caso di necessità alle quali l’ostetrica non può far fronte. Le ecografie si fanno circa 1 volta al mese.

Verso il quarto mese mia moglie ha iniziato ad avere dei problemi di diabete ed ipertensione. Questi stessi problemi si erano manifestati anche con il primogenito. Il primo (diabete) si è risolto senza particolari conseguenze. Il secondo, quello dell’ipertensione arteriosa, si è protratto fino alla fine. E’ stata una gravidanza ad alto rischio. L’endocrinologo le ha fatto cambiare ginecologo e l’ha spostata a quello presente al Hospital Clinico Universitario , questo per averla sotto controllo.

Partorire a Valencia

Al settimo mese i problemi di ipertensione si sono aggravati. Dopo diverse corse al pronto soccorso e relativi monitoraggi del battito del cuore della bambina, la pressione saliva sempre di più e non era più controlabile in nessun modo. Si è deciso per il ricovero, presso l’Hospital Clinico Universitario di Valencia.

La sistemazione ospedaliera, rispetto a quella italiana, è stata di lusso. Le camere sono arredate in modo moderno e perfetto e ci sono unicamente due pazienti per stanza. L’ospedale fornisce tutto l’abbigliamento necessario. E’ stata ricoverata una settimana, dopo di che, visto che il rischio si faceva sempre più grande, per mia moglie e per la bambina, si è deciso per il cesareo, al settimo mese.

La situazione è stata abbastanza bizzarra. E’ stata avvertita poche ore prima della possibilità di dover partorire, per cui l’hanno messa a digiuno. Ormai aspettavamo il parto per il giorno successivo, ma, verso le 19 è stata inviata in sala parto. Per i medici questa è ordinaria amministrazione, non c’è che dire. Alle 21 è nata la bambina. Alla 32ma settimana, con 1,5 kg di peso ed è stata posta in incubatrice. Mia moglie è stata spostata nel reparto post operatorio, nel quale è dovuta rimanere 24 ore.

Assistenza ai neonati prematuri a Valencia

L’ospedale in cui è nata mia figlia è un centro all’avanguardia per quanto riguarda i parti prematuri. Molte donne con gravidanze a rischio si recano a partorire in questo ospedale, da tutta la Comunidad Valenciana. La bambina è rimasta in incubatrice per 41 giorni, dopo di che l’abbiamo finalmente portata a casa, con il peso di 2 kili e 400 grammi e grazie a Dio, sta benissimo. Che dire: l’assistenza per partorire a Valencia è stata a dir poco egregia.

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